Colonnine di ricarica in Italia: le infrastrutture un vuoto da colmare

Vi mettereste  in viaggio senza essere sicuri  di trovare in qualsiasi momento e in qualsiasi posto una stazione di servizio per fare il pieno di elettricità?

Mentre nella maggior parte dei Paesi industrializzati e in sviluppo l’uso di automobili che si muovono grazie alla ricarica delle loro batterie è evidente, l’Italia deve ancora muovere i primi passi.

Alcuni dati del mese di Maggio:
Italia le e-car pure vendute sono state 594
Germania solo di VW elettriche 442 immatricolazioni, messe su strada 507 Smart e 507 Renault elettriche.

Il motivo principale che impedisce ad un consumatore medio italiano di acquistare un’auto elettrica è senza dubbio la mancanza di una reale infrastruttura di ricarica capillare alla pari della rete di distribuzione dei carburanti.

Il confronto è istitivo:  il rifornimento per un’auto ‘tradizionale’ è capillare a differenza di una nuova auto elettrica. Possiamo affrontare una spesa di decine di migliaia di euro per un autoveicolo che viene proposto come un  modello di tecnologia e poi correre il rischio concreto di rimanere a piedi?

Abbiamo individuato alcuni punti importanti per lo sviluppo della mobilità elettrica:
– Lo sviluppo e la  concorrenza fra più reti garantita e agevolata
– Riduzione delle barriere all’ingresso
– Monitoraggio delle tariffe
– Alternative reali e confrontabili in termini di prezzo e servizio
– Distinzione fra Proprietari di infrastrutture di ricarica e Fornitori di energia

Per ora possiamo affermare che la mobilità elettrica potrà davvero decollare quando l’inaugurazione di una nuova colonnina, spesso finanziata ancora con il denaro pubblico, non sarà più il motivo per il politico locale di farsi pubblicità, ma un semplice segnale di concorrenza fra più fornitori di servizi, presenti sulle strade con diversi colori.

Colosso Group è pronta per risolvere questo problema, spetta alle attività ricettive accogliere questa innovazione.

Related post