Auto elettrica: l’Europa è competitiva

Auto elettrica: l'Europa è competitiva

Auto elettrica: l’Europa è competitiva. L’industria mineraria si prepara per l’auto elettrica

“Necessari investimenti enormi, ma preoccupa l’andamento delle materie prime”. Mentre fervono in Europa le iniziative legate alla Battery Alliance di Sefcovic (QE 15/10), a livello globale si fa sempre più alta l’attenzione dell’industria mineraria sulle sfide – e le risorse da mettere in campo – per garantire in prospettiva una fornitura di materie prime adeguata alle ambizioni delle e-car.

Ma perché un gigante come Vale non ha iniziato ad investire fortemente per incrementare le estrazioni pur a fronte di una simile carenza di prodotto?

“Siamo ancora scioccati dall’andamento dei prezzi degli ultimi due anni”, spiega Casbar, ricordando la picchiata che aveva portato le quotazioni fino a 8.000 $/ton. Se poi la domanda più comune quando si parla di auto elettrica è “quando?”, alla conferenza newyorkese uno dei temi più caldi è stato anche il “dove”.

“La situazione sta accelerando”, osserva il numero uno della società di consulenza Dunker Automotive, Scott Ulnick, “ma gli ostacoli e le opportunità sono differenti, a seconda della parte del mondo in cui ci si trova”. Curiosamente, il Vecchio Continente non risulta poi così attardato, anzi.

Auto elettrica: l’Europa è competitiva

“L’Europa vedrà abbassarsi il costo di break even delle e-car molto prima degli Stati Uniti, a causa dei suoi prezzi dei carburanti più alti”, sottolinea il managing director scenario planning di S&P Global Platts, Mark Schartz, stimando che al 2030 un’auto su due venduta nell’occidente europeo sarà elettrica.

La leadership, conclude l’analista, spetterà in ogni caso alla Cina, che “esporterà vetture a batteria in tutto il mondo”.

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