Interventi Nazionali per la mobilità elettrica

Interventi Nazionali per la mobilità elettrica

Interventi Nazionali per la mobilità elettrica. Adiconsum: “Le iniziative degli enti locali non bastano”.

Incentivi? “La tassazione sia proporzionale alle emissioni”

“Se si pensa di poter far cambiare le abitudini di mobilità ai cittadini limitandosi solo ad iniziative locali, non si arriverà mai all’obiettivo”.

Per dare un sostegno alla e-mobility quello che serve sono “interventi nazionali che standardizzino ciò che incentiva l’uso della mobilità elettrica nelle varie realtà locali”.

Importante è il coinvolgimento dei Comuni attraverso la Carta metropolitana sulla mobilità elettrica.

Ma se si vogliono rispettare gli impegni internazionali sul clima, le “principali trasformazioni in merito alla mobilità devono essere fatte a livello nazionale.

“Il principale incentivo per garantire la diffusione del trasporto elettrico è avere la certezza che lo si possa già utilizzare senza problemi,  assieme a contributi all’acquisto e ad una serie di attività che garantiscano agli automobilisti elettrici gli stessi diritti goduti dagli automobilisti tradizionali”.

Particolare attenzione è dedicata quindi alla fiscalità.

Tutto ciò che è relativo alla mobilità dovrebbe essere sottoposto ad una tassazione proporzionale alle emissioni inquinanti:

carburante, bollo, costo dell’autostrada, Iva applicata sui listini delle auto”.

In quest’ottica, assumono particolare evidenza per l’associazione anche alcune “indispensabili” modifiche al codice della strada, “per risolvere attuali incongruenze come la definizione dei singoli veicoli in base alla loro capacità inquinante”.

In che modo?

Uno dei modo potrebbe essere distinguere le auto elettriche dalle auto ibride” e, nell’ambito di queste ultime, separando le plug-in dalle ibride normali e dalle micro-ibride, “oggi catalogate tutte nello stesso modo, permettendo, ingiustamente, di usufruire dei medesimi incentivi”.

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